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giovedì 18 febbraio 2016

Quanto zucchero c'è nelle bevande di Starbucks? La scioccante verità

starbucks zucchero

Troppo zucchero nelle bevande di Starbucks e di altre caffetterie internazionali. Action On Sugar ha dato il via ad un’indagine sullo zucchero aggiunto nelle bevande calde offerte dalle caffetterie che sta rivelando dati davvero preoccupanti.

Secondo il nuovo rapporto di Action On Sugar, nelle bevande calde offerte da Starbucks, Costa, KFC e Caffè Nero sono presenti fino a 25 cucchiaini di zucchero raffinato per porzione, equivalenti allo zucchero presente in 3 lattine di Coca Cola. Action On Sugar ha preso in considerazione anche le bevande calde in vendita in altri punti di ristoro e caffetterie, tra cui troviamo McDonald’s e Pret a Manger.

Secondo Action On Sugar, il 98% delle bevande calde aromatizzate prese in considerazione dovrebbe ricevere una segnalazione per gli eccessivi livelli di zucchero per porzione. Il 35% delle bevande calde analizzate contiene la stessa quantità o più zucchero di una lattina di Coca Cola.

La bevanda calda peggiore per quanto riguarda l’elevato quantitativo di zucchero è l’Hot Mulled Fruit di Starbucks che contiene ben 25 cucchiaini di zucchero, cioè oltre tre volte la dose giornaliera di zucchero raccomandata per una persona adulta. 25 cucchiaini di zucchero corrispondono al quantitativo presente in 5 muffin, secondo i dati di Action On Sugar.

In seconda posizione subito dopo l’Hot Mulled Fruit di Starbucks troviamo il Chai Latte di Costa, che contiene 20 cucchiaini di zucchero. Al terzo posto nella classifica ecco di nuovo Starbucks con il suo White Chocolate Mocha, che contiene 18 cucchiaini di zucchero.

Action On Sugar specifica che 1 cucchiaino equivale a 4 grammi di zucchero. Ciò significa che nelle bevande collocate nei primi posti della classifica possono essere presenti da 50 a 100 grammi di zucchero per porzione, un quantitativo davvero esagerato per una singola bevanda calda.

Con i dati raccolti Action On Sugar vuole sfatare il mito secondo cui le bevande calde in vendita nelle caffetterie più popolari negli Stati Uniti e altrove nel mondo sarebbero più salutari rispetto alle bibite gassate.

Secondo Kawther Hashem, nutrizionista e ricercatrice per Action On Sugar, le catene di caffetterie e di fast food dovrebbero ridurre immediatamente il quantitativo di zucchero presente nelle bevande calde, migliorare le indicazioni in etichetta e smettere di servire le porzioni extra-large.

I dati raccolti da Action On Sugar richiamano la necessità di una maggiore tutela dei consumatori, che dovrebbero conoscere il quantitativo di zucchero presente nelle bevande calde che acquistano.

Starbucks dal canto proprio ha promesso di ridurre del 25% il quantitativo di zucchero aggiunto nelle proprie bevande entro il 2020 e ha sottolineato che tutte le indicazioni nutrizionali sui prodotti in vendita sono presenti sia in negozio che online.

Forse nessuno di noi pensava che una bevanda calda di Starbucks potesse contenere così tanto zucchero. Attenzione dunque sia alle bevande calde che alle bibite gassate. Con lo zucchero raffinato meglio non esagerare mai.

Leggi qui i motivi scientificamente provati per limitare il consumo di zucchero raffinato.

Consulta qui e qui il rapporto e i dati raccolti da Action On Sugar.

Marta Albè

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