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domenica 21 febbraio 2016

Scandalo alimentare: il falso parmigiano può contenere polpa di legno

falso parmigiano parmesan

Negli Usa è allarme per il falso parmigiano. Il ‘parmesan’ in vendita negli Stati Uniti è un’imitazione del parmigiano tradizionale italiano che non ha nulla a che vedere con il formaggio che noi conosciamo. Secondo l’FDA contiene tracce di legno.

La Food and Drug Administration (FDA) ha scoperto che il ‘parmigiano’ in vendita degli Usa in realtà è composto da un mix di formaggi non meglio identificati e che può contenere tracce di cellulosa e di polpa di legno.

L’FDA ha iniziato ad occuparsi del falso parmigiano fin dal 2012 con un’ispezione non preannunciata allo stablimento della Castle Cheese Inc. in Pennsylvania. Da qui sono iniziati i sospetti secondo cui il formaggio in vendita negli Usa come ‘100 percent parmesan’ non ha nulla a che vedere con il parmigiano italiano. Chi ha assaggiato il ‘parmesan’ in vendita negli Stati Uniti probabilmente ha potuto verificare di persona le differenze.

Grazie a quell’ispezione l’FDA aveva scoperto che il parmesan non conteneva nessuna traccia del vero parmigiano ma veniva realizzato con un mix di formaggio svizzero, mozzarella e cheddar, con la sospetta presenza di tracce di cellulosa e di polpa di legno.

E’ necessario specificare che, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’industria alimentare ammette l’utilizzo della cellulosa con una presenza compresa tra il 2% e il 4% del prodotto. L’FDA considera la cellulosa un additivo sicuro che deve però essere utilizzato solo in piccole quantità per mantenere il formaggio stabile.

Ora Bloomberg News ha deciso di condurre una nuova indagine sul falso parmigiano facendo riferimento ai prodotti di diverse marche. I test sui formaggi sono stati condotti da un laboratorio indipendente e hanno portato ai seguenti risultati:

1) L’Essential Everyday 100 percent Grated Parmesan Cheese prodotto da Jewel-Osco contiene l’8,8% di cellulosa.

2) Il Wal-Mart Stores Inc.’s Great Value 100 percent Grated Parmesan Cheese contiene il 7,8% di cellulosa.

3) Il parmigiano Whole Foods 365 non indica la presenza di cellulosa in etichetta ma ne contiene comunque lo 0,3%.

4) Il parmigiano Kraft contiene l’8,3% di cellulosa.

Negli anni Cinquanta l’FDA aveva dato una definizione ufficiale per il parmigiano prodotto negli Usa. Doveva essere realizzato solamente con latte vaccino, avere una crosta ruvida e una consistenza granulosa e non poteva contenere più del 32% di umidità.

Ma raggiungere tali specifiche richiede tempo e denaro, dato che per ottenere il vero parmigiano occorrono mesi di stagionatura, senza contare la necessità di scegliere ingredienti di qualità per la sua produzione. Con l’utilizzo di mozzarella e cheddar come ingredienti di partenza e con l’aggiunta della cellulosa evidentemente i produttori di ‘parmesan’ risparmiano migliaia di dollari.

Il falso parmigiano in vendita negli Stati Uniti però non ha davvero nulla a che vedere con il vero parmigiano italiano. In ogni caso negli Usa il problema della polpa di legno e della cellulosa riguarderebbe soprattutto il parmigiano in vendita come formaggio grattugiato e non le forme di formaggio vere e proprie.

In Italia il parmigiano reggiano Dop è prodotto con latte vaccino crudo, parzialmente scremato, senza l’aggiunta di additivi o conservanti. La stagionatura migliore non deve essere inferiore ai 24 mesi.

La speranza è che i falso parmigiano prodotto negli Stati Uniti non arrivi mai in Italia con la complicità del TTIP. Purtroppo, come la Coldiretti ha denunciato più volte, la falsificazione dei prodotti italiani all’estero rovina il nostro mercato e l’attività di chi produce il vero parmigiano italiano e vorrebbe esportarlo all’estero senza problemi.

Secondo quanto dichiarato dalla Coldiretti, la situazione di massimo allarme è già stata raggiunta tra il 2014 e il 2015:

“La produzione di falsi Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel mondo ha sorpassato per la prima volta quella degli originali nel 2014, provocando addirittura il calo del valore delle esportazioni, in controtendenza al record fatto segnare all’estero dall’agroalimentare Made in Italy ma anche ai positivi risultati registrati da altri formaggi, dal pecorino al gorgonzola”.

Secondo la Coldiretti gli Stati Uniti sono i leader della falsificazione dei formaggi italiani, le cui imitazioni poi si diffondono in tutto il mondo. Infatti il problema del falso parmigiano non riguarda solo gli Stati Uniti ma anche l’Europa e l’Italia con formaggi ‘similgrana’ che vengono venduti con nomi di fantasia per ingannare i consumatori e che provengono soprattutto dall’Europa dell’Est. Chi vuole mangiare il vero Parmigiano Reggiano e il Grana Padano farebbe dunque bene ad andare alla ricerca dei veri prodotti Dop e Made in Italy.

Marta Albè

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