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mercoledì 16 marzo 2016

Ipotiroidismo: cause, sintomi e come intervenire

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una patologia causata da una ridotta funzionalità della tiroide. La tiroide, cioè, non è più in grado di sintetizzare la quantità di ormoni T3 e T4 che sarebbero necessari all’organismo per soddisfare le proprie esigenze. Ma quali sono le cause dell’ipotiroidismo? Come si manifesta e quali sono le cure migliori? 

Esistono varie forme di ipotiroidismo, che può essere primario, centrale e di resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei, a seconda delle cause che lo scatenano.

Le cause dell’ipotiroidismo

A parte l’ipotiroidismo congenito, che si ha quando già si nasce senza la tiroide o con una tiroide formata solo in parte, e di quello neonatale, che si verifica quando le cellule della tiroide o i loro enzimi non funzionano bene, tra le cause della patologia ci sono in primis le malattie autoimmuni, la cui forma più comune è la tiroidite di Hashimoto, e tiroidite in generale, ovvero l’infiammazione della tiroide che in alcuni casi può provocare una risposta ipoattiva.

LEGGI anche: TIROIDE DI HASHIMOTO: I SINTOMI E COME SI RICONOSCE

La stessa risposta si può generare anche a causa di danni all’ipofisi, per l’assunzione di farmaci come l’amiodarone, il litio, l’interferone alfa o l’interleukin-2 (che impediscono alla ghiandola tiroidea di produrre normalmente ormoni) o quando ci si è sottoposti alla rimozione chirurgica totale o parziale della tiroide (per noduli alla tiroide, cancro alla tiroide o per altre malattie gravi).

Anche il troppo o il troppo poco iodio, inoltre, può causare l’ipotiroidismo: in condizioni normali, la ghiandola tiroidea ha bisogno di iodio a sufficienza per produrre gli ormoni tiroidei. Lo iodio entra nel corpo con il cibo e attraverso il sangue arriva alla tiroide, anche assumere troppo iodio può causare o peggiorare l’ipotiroidismo.

I sintomi dell’ipotiroidismo

In generale, gli esperti distinguono il tipo di sintomi e di conseguenze che l’ipotiroidismo comporta in base allo stadio evolutivo (l’età) nel quale insorge. Così, se l’ipotiroidismo si verifica già nella vita fetale, possono esserci gravi alterazioni dello sviluppo corporeo e cerebrale; nel bambino, invece, si possono verificare delle alterazioni permanenti dello sviluppo somatico e intellettivo (gli ormoni tiroidei hanno un ruolo importante, infatti, per la completa espressione dell'ormone della crescita) e un ritardo nello sviluppo sessuale.

Quanto agli adulti, i sintomi possono essere:

- la pelle diventa più secca e i capelli radi e sottili
- ci si stanca facilmente e si accusa una debolezza muscolare cronica (l'ipotiroidismo determina una riduzione della sintesi proteica)
- le zone palpebrali diventano gonfie e la lingua si ingrossa
- si diventa intolleranti alle basse temperature: una diminuzione degli ormoni tiroidei, infatti, rallenta il metabolismo e il consumo di ossigeno e viene meno anche la loro attività termo genica
- si accusa sonnolenza (letargia) che può arrivare fino al coma
- depressione e rallentamento dei processi ideativi

Altri sintomi possono essere: aumento del peso corporeo, costipazione, pallore e anemia, raucedine ed abbassamento del tono della voce, riduzione dell'udito e della memoria, diminuzione della fertilità, flussi mestruali abbondanti, crampi, bradicardia e riduzione della forza contrattile del cuore, vasocostrizione, aumento dei livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL) e trigliceridi nel siero.

Le cure dell’ipotiroidismo

Partendo dal presupposto che di ipotiroidismo non si guarisce, va in ogni caso detto che comunque può essere tenuto completamente sotto controllo, sostituendo la quantità di ormoni che la tiroide non può più produrre in modo da riportare T4 e TSH a livelli normali. Una buona efficienza tiroidea si mantiene somministrando tiroxina per via orale, che, presa praticamente per tutta la vita, garantisce la ripresa delle normali funzioni. Anche una corretta alimentazione può essere utile per risvegliare la tiroide.

Ricordatevi, infine, che tutte le malattie della tiroide possono essere ereditarie, per cui è buona norma per i tutti familiari fare dei regolari esami TSH.

Germana Carillo

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