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giovedì 21 aprile 2016

Gelataio romano si oppone ai pusher e gli tagliano la vite. Viaggio nel degrado del Pigneto (FOTO)

vite pigneto

Pigneto, tagliata la vite di via Pesaro. Lo sfogo del gelataio 'Siamo ostaggio dei pusher'

Al Pigneto, un quartiere della periferia romana, può capitare che se decidi di sfidare i pusher della zona ricevi addirittura delle ritorsioni meschine.

E’ quello che è successo a Filippo, gelataio di via Pesaro, che per essersi sempre ribellato allo spaccio fuori dal suo negozio, si è visto tagliare nei giorni scorsi la vite che aveva piantato vent’anni fa.

Per protesta il commerciante ha attaccato un cartello sulla pianta recisa: "Sotto attacco mafioso! Oggi la mia gelateria è in lutto! Hanno tagliato la vita alla vite di Pesaro".

Chi ha compiuto il gesto secondo Filippo, ha voluto lanciare un messaggio chiaro.

Da quattro anni siamo ostaggi degli spacciatori. A venti metri dalla gelateria, abbiamo trovato due che si bucavano, altre quattro o cinque persone che si stavano facendo di crack. Se provo a chiamare la polizia per segnalare che ci sono schiamazzi fortissimi e risse tra spacciatori, mi dicono di chiamare i vigili urbani", ha raccontato il gelataio a Radio Cusano Campus.

gelateria pigneto

Il Pigneto è purtroppo un quartiere difficile, dove spaccio e delinquenza sono all’ordine del giorno. Filippo e in generale tutti gli abitanti della zona, sono veramente stanchi di una situazione che sta sfuggendo di mano forse un po’ a tutti.

Non mancano proteste pacifiche, buoni propositi e idee per migliorare la vivibilità ma ad oggi il Pigneto - che se “bonificato” sarebbe veramente un gioiellino della periferia - è sempre al centro delle cronache.

Come faccio ad andare avanti così? Mi hanno tagliato la vite che avevo piantato 20 anni fare che era l'orgoglio di via Pesaro. Loro si comportano da mafiosi. Hanno voluto fare una ritorsione vigliacca contro le mie proteste. Proprio come agiscono i mafiosi", ha continuato sulla stessa emittente il gelataio.

Lo sfogo di Filippo è quello di tanti altri commercianti della zona che la mattina sono costretti a raccogliere siringhe, bottiglie rotte e quant’altro per poter sollevare la saracinesca dei propri negozi.

Qui c'è un'organizzazione criminale che utilizza ragazzi spacciatori come se fossero soldatini e che vengono cambiati ogni sei mesi. Stiamo facendo una grossa pressione con il Prefetto, io sono disperato, non voglio lasciare questa gelateria, ci lavorava il mio bisnonno, sono loro a doversene andare, non noi. La verità è questa è una zona a spaccio controllato, secondo me le autorità vogliono tenere gli spacciatori qui per non farli andare da altra parte. In quattro anni ho perso l'80% del fatturato, ha concluso amaramente Filippo. 


E mentre il blog "Roma fa schifo" paragona addirittura il Pigneto a Scampia, nel gruppo Facebook “Il Pigneto non è spacciato” i cittadini del quartiere non si arrendono e invadono la bacheca di cartelli “Non abbiamo fatto la Resistenza per essere succubi della droga, 25 aprile riprendiamo il Pigneto”.

Dominella Trunfio

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