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martedì 19 aprile 2016

Il Malawi ha fame e sete: stato di emergenza per la siccità provocata da El Niño

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Mesi di siccità e di inondazioni causati da El Niño, con il conseguente crollo della produzione agricola locale, hanno spinto il presidente del Malawi a dichiarare lo stato di emergenza in tutto il paese africano. Un caso non isolato: nelle ultime settimane, la situazione si è fatta piuttosto critica in tutta l’Africa sud-orientale, con milioni di persone che rischiano la fame. Un disastro umanitario annunciato, che si sta consumando nel silenzio pressoché totale dei media occidentali.

Non molto tempo fa, Oxfam aveva lanciato l’allarme El Niño, avvertendo che nel 2016 circa 60 milioni di persone in tutto il mondo sarebbero state esposte a fame e povertà a causa degli effetti di questo fenomeno climatico, aggravato, con ogni probabilità, dai cambiamenti climatici. Un monito che nasceva dalla constatazione delle difficili condizioni in cui versavano alcuni paesi, con lunghi periodi di siccità che si alternavano a piogge particolarmente irregolari e violente: una combinazione che aveva messo in crisi l’agricoltura.

E la drammatica “profezia” di Oxfam si sta mano a mano avverando: proprio la scorsa settimana il presidente del Malawi, Arthur Peter Mutharika, ha dichiarato lo stato di emergenza, chiedendo aiuto alla comunità internazionale, dopo che un processo di valutazione condotto dal Ministero dell’Agricoltura aveva mostrato che nel 2015 la produzione di mais del paese africano è diminuita del 12% rispetto al 2014 e del 33% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Un crollo che rende le prospettive future estremamente cupe: è molto probabile, infatti, che le conseguenze di El Niño si facciano sentire fino ai raccolti del 2017, esponendo il paese al rischio di una lunga e drammatica carestia.

"Dichiaro lo stato di calamità nazionale a partire da oggi, 12 aprile 2016.” - ha scritto Mutharika in una dichiarazione pubblicata on-line“[…] È evidente che abbiamo carenza di cibo nel paese e che questa carenza interesserà un numero elevato di nostri concittadini."

Una presa di coscienza che molti giudicano tardiva, dato che le difficoltà alimentari si trascinano ormai da diversi mesi, coinvolgendo, di giorno in giorno, un numero crescente di persone. Una dramma che accomuna il Malawi ad altri paesi della stessa area geografica, come Etiopia, Zimbabwe, Zambia, Lesotho e Mozambico.

All’appello del Malawi ha risposto il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, che per ora ha messo a disposizione aiuti per 3 milioni di abitanti, pari ad un quinto della popolazione totale. Ma le proporzioni dell'emergenza sono tali da rendere necessaria una presa di coscienza da parte dell'intera comunità internazionale, per evitare conseguenze ancora più drammatiche.

Lisa Vagnozzi

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