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Associazione Coscienza Spirituale "Sole e Luna"

martedì 17 maggio 2016

Il lago di Bled e le antiche leggende del suo isolotto (FOTO)

La fermata è Bled, in Slovenia, che è anche il nome del paese dove sorge l’omonimo lago. Un lago di origine glaciale che la tradizione vede però nascere come punizione divina alla popolazione locale che non ha protetto dal bestiame al pascono la cappella della Madonna. Dio, irato per questa noncuranza, ha allora scelto di allagare i prati attorno alla piccola chiesa e quindi isolarla tra le acque.

Oggi la si può raggiungere a nuoto ma anche, e molto più facilmente, con delle piccole imbarcazioni non motorizzate. Il regolamento del comune vieta infatti la circolazione dei mezzi a motore sulle acque del lago per preservarne la bellezza naturale. Poco male però per gli innamorati che così si possono concedere una romantica navigazione sulle Pletna a remi, le caratteristiche imbarcazioni messe a disposizione dei turisti.

 

Una volta giunti sull’isola e visitata la cappella, meta di pellegrinaggio, non bisogna dimenticare di suonare la campana dei desideri: secondo le credenze chi la suona vedrà i suoi sogni trasformarsi in realtà. Come il lago anche la campana ha una leggenda legata alla sua nascita: realizzata fondendo insieme i gioielli di una ricca signora. Peccato però che durante il trasporto sull’isola questa campana è caduta dall’imbarcazione finendo per sempre sul fondo del lago. C’è chi giura di sentire il suono di quella preziosa campana arrivare dalle profondità delle acque nelle notti stellate.

lago di bled
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Infine, vagando per l’isola di Bled, sicuramente può capitare di alzare lo sguardo e rimanere basiti di fronte all’imponente castello arroccato sopra la cittadina. La sua costruzione risale all’inizio degli anni 1000 quando Enrico II decise di donare i terreni di Bled al vescovo di Bressanone. Nella realizzazione hanno dato grande importanza alla costruzione delle strutture difensive mentre molta meno cura l’hanno messa nel realizzare gli interni, ma d’altro canto i vescovi non l’hanno mai abitato. Oggi invece, restaurato negli anni sessanta del ‘900, è diventato un museo sulla storia del paese ed uno spazio espositivo per eventi e mostre.

Foto e testi di Gian Luca Gasca

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