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martedì 17 maggio 2016

Marea rossa in Cile: il disastro ambientale ambientale che uccide migliaia di animali (VIDEO)

In Cile non bastava, dunque, la strage dei calamari giganti. Ora, la catastrofe è ambientale e sociale insieme, considerato che di questa grande moria di animali marini stanno pagando le conseguenza anche i pescatori locali.

Solo nell’ultimo mese, infatti, migliaia di animali, tra cui uccelli, granchi e foche sono stati trovati a riva, morti sulle spiagge. Secondo stime del governo, si sono perse almeno 100mila tonnellate di salmone (il Cile è il secondo produttore al mondo dopo la Norvegia), oltre a notevoli quantità di sardine, sgombri, acciughe, crostacei, molluschi e meduse.

In più, l’alterazione dell’ecosistema costiero sta provocando l’allontanamento di uccelli predatori e lo spiaggiamento di grossi mammiferi come balene e leoni marini. E, secondo Greenpeace, la situazione è precipitata dopo che oltre 9mila tonnellate di salmoni in stato di decomposizione sono stati gettati al di fuori dell’area di allevamento, nella regione di Los Lagos, a sole 75 miglia dalla città di Ancud, senza che i cittadini ne fossero a conoscenza.

marea rossa cile 1

Perché la marea rossa

Cambiamenti climatici: secondo gli scienziati la causa della marea rossa è da ricercarsi nel famigerato El Niño. Una vera e propria rivoluzione della circolazione oceanica mondiale, che riscalda le acque e aumenta (oltre al riscaldamento dell’atmosfera) l’evaporazione dell’acqua che si arricchisce di nutrienti. Tutto ciò crea le condizioni ottimali per una “fioritura algale”, che oltretutto è pure destinata a crescere.
Le zone interessate sono per lo più Puerto Montt e la cittadina di Ancud, nella regione di Los Lagos, a più di 1000 km a sud di Santiago: è qui che si sono svolte già manifestazioni di protesta per chiedere aiuti di emergenza (dal 29 aprile la regione è dichiarata disastrata) dopo il blocco alla pesca.

I pescatori chiedono un risarcimento per aver perso il loro sostentamento. Andrés, un venditore di crostacei locale, spiega: "in questo momento, viviamo molti sentimenti contrastanti: tristezza, amarezza, impotenza [...] Qui, dove sono state scaricate tonnellate di salmone, sono state usate sostanze chimiche per eliminare l'odore. Come possiamo escludere che questo non causi danni?"

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La comunità locale e Greenpeace Cile sono in attesa di una risposta ufficiale e di un piano a lungo termine per uscire da questa crisi. Ma come uscirne?

Germana Carillo

Photo Credit 

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